Roberto Barone: una vita su una ruota

Roberto Barone: una vita su una ruota

Quando sono stata ospite degli amici di Grosso Guaio a Stunt City ho avuto il piacere di conoscere Roberto Barone, un solare e verace romagnolo doc, che intrattiene il pubblico durante il preshow con la sua simpatia e le sue evoluzioni a bordo di uno scooter. Nel backstage il suo sorriso è stato illuminante: mi ha dato il benvenuto dietro le quinte e mi ha augurato buon divertimento a bordo delle auto. Lo chiamo una mattina: mi regala un po’ del suo tempo, sebbene sia davvero molto impegnato. Oltre allo show a Mirabilandia, Roberto realizza nella sua officina pezzi di ricambio per le amate due ruote, molto conosciuti e apprezzati a livello internazionale. Inoltre partecipa a competizioni nazionali e mondiali con i team ParmaKit e Casa Lambretta a bordo di Vespa e Lambretta, dove colleziona risultati eccellenti, laureandosi più volte campione nostrano ed europeo. Inoltre, con il suo brevetto di volo, si libra nei cieli romagnoli.

intervista a roberto barone 3
Foto di Elena Guiduzzi

Al telefono scherziamo e chiacchieriamo come fossimo amici di lunga data; Roberto mi racconta tanto di sè e trovo piacevolmente conferma di quanto avevo percepito dietro le quinte in arena: è un ragazzo solare e alla mano, che ama quello che fa e il rapporto con il pubblico.
Nato nel 1980 a Savio, Roberto è figlio di un calzolaio e di una sarta, ma dimostra fin da piccolo che la sua stoffa è quella del pilota.

M: Quando è nata la tua passione per questo mondo

R: Ricordo che già all’età di 7 anni riempivo mio padre di domande sul funzionamento del motore. Lui, calzolaio, non aveva le competenze tecniche in materia per soddisfare le mie curiosità meccaniche. La bicicletta ha iniziato a starmi stretta fin da subito e così, da quando ho 10 anni, scorrazzo su e già per la campagna romagnola in motorino, rigorosamente in impennata. Sono sempre stato socievole e quindi tutti mi conoscevano! Spesso le persone andavano dalla mia mamma, preoccupati dal mio essere così spericolato per informarla delle  mie scorribande su una ruota; così, quando rientravo a casa, dopo una bella ramanzina, ricevevo anche qualche scappellotto! La mia mamma lo faceva a fin di bene, ma non è mai riuscita a tenermi con le ruote a terra!

M: Come sei entrato nel team di Grosso Guaio a Stunt City?

R: Come dicevo prima, a Savio e dintorni, tutti conoscevano me, il mio scooter e la mia esuberanza! Francesca, una mia amica che lavorava al parco e sapeva che il team dello Stunt Show era alla ricerca di un guidatore di moto, mi ha fissato un colloquio. Così ho conosciuto Marco [Giony, produttore dello spettacolo] e sono entrato a far parte della squadra per le stagioni 2001 e 2002. Dal 2016 sono ritornato in Arena a Mirabilandia.

roberto barone
Foto di Jessica D’Acquarica

M: Cosa succede dietro le quinte dello show? Hai qualche aneddoto per noi?

R: Nel backstage ci divertiamo un sacco! Ogni spettacolo è diverso dall’altro, soprattutto quando Davide e Cristiano parlano e noi giriamo in pista con i mezzi: di volta in volta, cerchiamo sempre di inventarci qualche nuova gag comica . Il clima è sereno e scherzoso: a volte ci divertiamo a bagnare i sedili delle auto, così i piloti si inzuppano la tuta durante lo show. Vi assicuro che noi ridiamo un sacco! Beh, i piloti un po’ meno!

M: La grande forza dello spettacolo è l’affiatamento del team: già Davide e Cristiano ci hanno raccontato che ormai siete una sorta di grande famiglia. Ce lo confermi anche tu?

R: Certo! Il team è davvero legato, ci frequentiamo molto, anche fuori dal parco e abbiamo imparato a conoscerci e volerci bene, coi nostri pregi e difetti.

M: Quanto sei agitato prima di ogni spettacolo?

R: Quando indosso camice, parrucca e occhiali, entro nel personaggio e mi trasformo: non sono più Roberto, mi calo completamente nella parte. Sono sempre emozionato prima di ogni esibizione, sia che ci sia il pienone, sia che in arena arrivi poco pubblico. Sono fortunato perchè faccio un lavoro che mi diverte moltissimo.

M: Qual è la parte dello Show che ti piace di più?

R: Il momento dei saluti finali è il momento più meraviglioso! Riesco a percepire l’affetto di chi ci segue e mi si riempie il cuore ogni volta. Guardo il pubblico e chiudo gli occhi: mi dà una sensazione incredibile! Gli ospiti ci fanno sentire speciali ed io gliene sono grato: alla fine io sono un meccanico di Savio; le impennate con la moto le sanno fare tutti, quindi non mi monto la testa, ma so di essere un privilegiato; non sono molti i lavori in cui, a fine giornata ricevi un applauso. 

M: Quest’anno, lo stunt show di Mirabilandia, compirà 20 anni. Puoi darci qualche anticipazione sulle novità che vedremo a partire dall’8 Aprile?

R: Quest’anno nel nostro parco mezzi sono arrivate delle coloratissime ApeCar, ci saranno anche altre evoluzioni con i camion, ma non voglio rovinarvi la sorpresa, quindi vi aspettiamo in Arena dall’8 Aprile!

intervista a roberto barone
Foto di Elena Guiduzzi

M: Che consiglio vorresti dare a chi vuole intraprendere questa carriera?

R: Fare esercizio è la parola chiave. Provare e riprovare finchè vi verrà naturale compiere le manovre. E’ importante iniziare con la bicicletta per poter capire i meccanismi e testare l’equilibrio e poi passare alla moto o alle 4 ruote. E’ fondamentale il lavoro duro: occorre procedere per gradi, per arrivare ad eseguire le evoluzioni in naturalezza, come quando da bimbi abbiamo imparato ad andare in bici: all’inizio prestavamo attenzione ad ogni minimo movimento, ad ogni spostamento, ad ogni vibrazione. Con l’esercizio e la pratica abbiamo acquisito sicurezza e, salire su una bici, è diventato naturale. Così è per gli stuntmen. 

M: Stuntman, pilota, meccanico, aviatore. C’è qualcos’altro che vuoi fare?

R: In realtà sono anche musicista: suono violino, chitarra e batteria. Avere a che fare con tutti questi mondi diversi mi ha permesso di aprire la mente e di conoscere tantissime persone e fare delle esperienze magnifiche. Mi piace pensare di poter sempre essere in movimento, in evoluzione.

M: Quindi hai ancora dei sogni da realizzare?

R: Sì! Quando ad Enzo Ferrari chiesero: “Qual è la macchina più bella che hai progettato?” , lui rispose che la più bella era quella che doveva ancora inventare. Così per me: ci sono ancora tantissime esperienze meravigliose da vivere, progetti fantastici da concretizzare e sogni da realizzare! 

Ringrazio Roberto per il tempo che mi ha dedicato! Incontreremo lui e tutti gli altri Stunt a partire dall’8 Aprile per la 25ma stagione di Mirabilandia.

#MiraIl25

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#unavitaatestaingiu



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