Ecco la nuova Fattoria dei Mondi di Zoom Torino!

Ecco la nuova Fattoria dei Mondi di Zoom Torino!



Nuovi animali in arrivo a ZOOM Torino! Nel primo bioparco immersivo d’Italia
, la fattoria del parco, l’habitat con le tipiche abitazioni e stalle similari alle costruzioni olandesi coloniali dell’epoca caratteristiche della zona Sub-sahariana, si arricchisce con l’arrivo di tre nuove specie di animaliWallaby di Bennet, Cani della Prateria e Maialini Vietnamiti – diventando così una vera e propria Fattoria dei Mondi.

Tre famiglie di animali – provenienti da altre strutture zoologiche europee e affidate al parco grazie al programma di interscambio tra parchi europei gestito e supervisionato dall”EAZA (European Association Zoos and Aquaria), importante associazione internazionale che sviluppa programmi di riproduzione controllata di animali a rischio estinzione a fini conservazionistici – che si aggiungono al gruppo di animali già presenti nell’habitat: Asino somalo, Bue Watusso, Dromedario, Lama, Pony, Caprette Tibetane, Pecore Comisane, Pecore Sarde, Conigli Nani. Con l’arrivo delle tre nuove specie di animali si assiste ad un arricchimento di un’area del parco e alla trasformazione di un habitat in una vera e propria Fattoria dei Mondi dove convivono specie simbolo di paesi lontani.

A partire dal 14 settembre, per tutti i visitatori sarà possibile conoscere i nuovi gruppi di animali delle tre specie ospiti del parco e, in particolare per i bambini, partecipare al laboratorio – dal 14 settembre al 6 ottobre, tutti i weekend dalle 11.30 alle 18.00 –  dal titolo Il giro del mondo nei 5 continenti, in un’area dedicata dell’habitat con attività ispirate agli animali, ai luoghi e ai popoli d’origine delle specie che vivono nell’habitat. Un viaggio avventuroso e divertente che coinvolgerà tutti i bimbi in giochi – ciascuno ispirato al proprio continente d’origine come lo Shanghai (o Mikado) dell’Asia, il Tejo del Sud America, il Booberang dell’Australia, il Jenga d’Africa e le Campane d’Europa – e in laboratori dedicati per un’esperienza unica e indimenticabile.

Inoltre, imperdibile il nuovo walking through con i Lama con la possibilità di dare loro da mangiare affiancati da un biologo che racconterà caratteristiche degli animali.

 Wallaby di Bennet

Sono ospiti del parco due esemplari maschi di 8 anni. Arrivati a ZOOM da qualche giorno, hanno già iniziato ad ispezionare l’habitat mostrandosi molto curiosi. Uno è più timido dell’altro che invece è più confidente. Al momento non hanno ancora un nome che verrà scelto dal pubblico del parco attraverso un contest che verrà lanciato nei prossimi giorni sui canali social del parco.

Il Wallaby di Bennet è il più grosso tra le specie di wallaby esistenti, tanto che spesso viene erroneamente scambiato per un canguro propriamente detto. Si trova nelle zone temperate dell’Australia orientale fino ai confini dell’Australia meridionale, Tasmania e isole dello stretto di Bass e vive prevalentemenete in boscaglie costiere e prati adiacenti a zone boscose. Si nutre soprattutto durante le ore notturne e nel tardo pomeriggio, brucando generalmente erba, radici e foglie sul limitare della foresta. Sono lunghi 70 cm più la coda, mentre il maschio, più alto, arriva anche agli 80 cm.

Riproduzione: Si riproducono verso la fine dell’estate dell’emisfero meridionale, specialmente tra febbraio e aprile. Le femmine, dopo l’accoppiamento, possono avere anche due ovuli fecondati, ma portano alla luce solo un cucciolo alla volta. I wallaby sono marsupiali, per cui il piccolo che nasce dopo circa 30 giorni, continua a crescere e finisce di svilupparsi all’interno del marsupio per altri 280 giorni. Il piccolo appena nato è nudo e non è ancora sviluppato: per esempio gli arti posteriori e la coda sono ancora incompleti. Il piccolo viene allattato per circa 1 anno e ½. E’ un animale che vive da solo o in piccoli gruppi che condividono la stessa zona e durante il giorno tende a restare nascosto tra la vegetazione, mentre al crepuscolo si avventura alla ricerca di cibo nei pascoli aperti.

Curiosità: Il termine wallaby deriva dalla lingua aborigena Dharuk, ceppo dei Kuringgai, con i termini ‘walabi’ o ‘waliba’ e può essere utilizzato per indicare qualsiasi macropode di dimensioni moderate.

Conservazione: La specie, avendo una distribuzione piuttosto ampia e potendo sopravvivere in molti habitat diversi, non presenta particolari rischi di estinzione. Tuttavia, in alcune aree viene ucciso in quanto considerato un problema per le coltivazioni e i pascoli o per il commercio di pelliccia e carne.

Maialino Vietnamita

All’interno dell’habitat, nell’area già occupata da Choppy, il maiale già ospite del parco, hanno fatto il loro ingresso una mamma con i suoi due cuccioli (un maschio e una femmina) della specie maialino vietnamita, che hanno fin da subito familiarizzato con il loro coinquilino che si è mostrato contento di poter condividere la sua casa.

Mammifero originario della Thailandia e del Vietnam, viene chiamato maialino pancia a tazza per la pancia molto sporgente. Ha inoltre la schiena insellata e le guance paffute. La coda è dritta e termina con un ciuffo di peli e le orecchie sono tonde e piccole. Il mantello può assumere varie colorazioni. Sono lunghi in media 90 cm e alti circa 40 cm. Il peso di un adulto si aggira intorno ai 25-40 kg, ma possono arrivare anche a 70-90 kg. Appena nati pesano meno di 1kg. I maialini vietnamiti sono allevati da sempre in Asia nelle abitazioni domestiche. Per questo motivo sono molto socievoli con l’uomo, in quanto la razza stessa è stata progressivamente selezionata attraverso gli esemplari che meglio si addicevano ad una vita così vicina all’uomo. Sono animali molto intelligenti ricettivi e svegli, tanto che possono imparare a riconoscere il loro nome ed essere addestrati con molta facilità.

Riproduzione: iniziano a riprodursi dopo i 2 anni per le femmine e 4-5 per i maschi; la gestazione dura 114 giorni; vengono partoriti dai cinque ai dodici cuccioli (sette in media), che prendono il latte per 6 settimane; durante questo periodo la madre, che è molto protettiva nei loro confronti, attacca chiunque reputi una minaccia.

Conservazione: La specie non è considerata a rischio estinzione, ma nei paesi d’origine la loro sopravvivenza è sempre più a rischio poiché soppiantati da altre razze più grandi e più redditizie. Per scongiurare il rischio di estinzione il governo vietnamita ha deciso di garantire sovvenzionamenti agli allevatori che decidono di allevare maialini nani di razza pura.

Cani della Prateria

Sono una coppia di esemplari con i loro cuccioli, i nuovi ospiti dell’habitat, in un’area dove poter scavare lunghi cunicoli. I cani della prateria, a dispetto del loro nome, non sono canidi ma roditori, appartenenti alla stessa famiglia delle marmotte. Vivono infatti sottoterra, in vasti labirinti di tane e gallerie, i cui ingressi sono segnalati in superficie da piccoli cumuli di terra. Le tane sono divise in zone differenziate a seconda del loro impiego: ci sono il nido, i dormitori e addirittura i bagni. Dispongono inoltre di posti di guardia vicino alle uscite, dai quali è possibile sorvegliare i movimenti dei predatori in superficie. Sono vari gli animali che traggono profitto dal loro lavoro: nelle stesse tane possono convivere serpenti e civette delle tane. A ZOOM, all’interno dell’habitat nella loro area, sarà possibile osservarli attraverso delle ampolle di vetro poste sul terreno.

Il cane della prateria è un mammifero che vive nelle praterie e radure del Nord America. Sono animali estremamente socievoli e vivono in colonie di centinaia di individui, formate da vari gruppi familiari. I cani della prateria sono animali dotati di elevata intelligenza e capaci di emettere più di 25 suoni diversi in base al tipo di pericolo che si avvicina.

Riproduzione: La femmina, dopo una gestazione di 33-37 giorni, partorisce da 1 a 8 piccoli che escono dalla tana solo dopo 40 giorni.

Curiosità: Devono il loro nome ad un suono, simile ad un latrato, che emettono in caso di pericolo. Diversamente dalle marmotte, non vanno in letargo.

Conservazione: Le Grandi Pianure americane sono state in buona parte urbanizzate e convertite in terre d’allevamento e i cani della prateria non sono ospiti graditi in questi pascoli. La loro incessante attività di scavo danneggia i terreni e competono con le mandrie per l’erba. Nel Ventesimo secolo il 98 % circa di tutti i cani della prateria è stato sterminato e il loro habitat si è ridotto al 5 per cento dell’estensione originaria.

La presenza dei cani della prateria è invece fondamentale: da loro dipendono, per nidificare, la civetta delle tane e il serpente delle praterie. Esso costituisce inoltre un cibo necessario alle aquile.

Allo stato selvatico vivono per circa 5 anni, mentre nelle strutture zoologiche vivono fino a 10 anni.

Ufficio Stampa del Parco

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