I Parchi Permanenti Italiani sono pronti a ripartire

I Parchi Permanenti Italiani sono pronti a ripartire

Non sarà un’estate senza parchi divertimento: “Siamo pronti a riaprire – dichiara Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia, parco a tema di Bergamo – per portare finalmente la nostra magia e la nostra allegria nella vita dei bambini e dei ragazzi, fasce altamente penalizzate nel corso degli ultimi mesi, che oggi hanno il diritto di divertirsi in totale sicurezza. Abbiamo sviluppato delle regole molto precise, che rispetteremo scrupolosamente a tutela degli ospiti e del personale, ma auspichiamo che governo, virologi e media facciano la loro parte per sensibilizzare l’opinione pubblica sul corretto approccio da adottare rispetto al rischio effettivo di contrarre l’infezione. Ci sono delle regole e devono essere seguite, ma assistiamo ancora troppo spesso ad un ingiustificato eccesso di allarmismo che rischia di compromettere la ripresa e gli sforzi che lo stesso governo sta facendo, con conseguenze disastrose per tutto il sistema economico”.

Il via libera ufficiale è arrivato insieme alle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive” pubblicate il 22/05/2020 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Nel documento è inserito un capitolo espressamente dedicato ai “Parchi Tematici e di Divertimento”, nel quale vengono recepiti alcuni dei protocolli presentati nelle ultime settimane dall’Associazione Parchi Permanenti Italiani, elaborati sulla base delle indicazioni emanate da IAAPA, organizzazione internazionale che rappresenta il comparto a livello mondiale.

Tante le misure di sicurezza adottate, a cominciare dal contingentamento degli ingressi in funzione degli spazi disponibili per evitare ogni forma di assembramento, anche attraverso l’adozione di sistemi di prenotazione online che avranno il vantaggio di evitare le code alla biglietteria. Previste regole molto precise per la gestione dei flussi dei visitatori e delle linee di coda, oltre a disposizioni specifiche per l’accesso alle attrazioni e agli spettacoli. Il distanziamento minimo da osservare, anche sulle attrazioni, sarà di 1 metro, salvo nei casi in cui si pratichi intensa attività fisica, come nei parchi avventura dove sarà di 2 metri, e si applicherà sulla base di nuclei familiari o conviventi. Potrà essere rilevata la temperatura corporea all’ingresso, si dovrà indossare la mascherina, ad eccezione dei parchi acquatici, e si dovrà utilizzare frequentemente il gel disinfettante per le mani, soprattutto prima di accedere alle attrazioni. Le aree comuni saranno costantemente sanificate, così come i dispositivi eventualmente noleggiati per l’accesso alle attrazioni, gonfiabili, armadietti, lettini ed altre attrezzature. Negozi, hotel e altre attività interne ai parchi, come i punti ristoro, seguiranno pedissequamente le norme già previste per i rispettivi settori.

“Operiamo nella maggior parte dei casi all’aperto – prosegue Ira – e ci rivolgiamo ad una fascia di popolazione, quella dei ragazzi, dei bambini e dei loro giovani genitori, meno a rischio rispetto ad altre categorie. A dimostrazione della sicurezza del nostro comparto in altri Paesi Europei come Francia, Spagna e Germania, i parchi hanno già ottenuto da tempo il via libera definitivo”.

Le decisioni in merito alle date spettano alle regioni e, in subordine, ai singoli parchi, per questo le strutture non riapriranno tutte alla stessa data: alcuni parchi faunistici, ad esempio, sono già aperti. In generale, però, è prevedibile che entro la seconda metà di giugno buona parte dei parchi sarà operativa.

“Certo non sarà una stagione facile – conclude Ira – molte aziende del comparto sono in crisi di liquidità a causa del mancato rientro degli investimenti sostenuti nel corso dell’inverno per aggiornare l’offerta con nuove attrazioni e aree tematiche. Investimenti a cui ha immediatamente fatto seguito il lockdown. E’ molto delicata anche la situazione dei parchi acquatici, che, oltre allo scarso preavviso per i lavori propedeutici alla riapertura, subiscono lo svantaggio di poter contare su una stagione di durata limitata. Per noi non è prevista nessuna forma di finanziamento di quelle riservate al turismo e allo spettacolo, inoltre la perdurante assenza di tutela civile e penale per le banche che erogano prestiti superiori a 25.000 euro rallenta il processo di valutazione del merito di credito, specie nei confronti di aziende capital intensive come le nostre”.

Il comparto raggruppa oltre 230 realtà in Italia tra parchi a tema (come Leolandia e Mirabilandia), parchi faunistici (come l’Acquario di Genova e Zoom Torino), parchi acquatici (come Aquafan Riccione e Caribe Bay) e parchi avventura per un totale di 25.000 posti di lavoro (10.000 fissi e 15.000 stagionali) e ricavi per 450 milioni di euro nel 2019, cifre che salgono rispettivamente a 60.000 occupati e 2 miliardi di euro di ricavi considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e simili. Nel 2019 i parchi della Penisola hanno totalizzato oltre 20 milioni di visitatori provenienti dall’Italia, a cui si sommano 1,5 milioni di stranieri, per un totale di 1,1 milioni di pernottamenti in hotel, segno che il comparto sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella composizione dell’offerta turistica del nostro Paese.



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